Ffulghesu

home / blog / articolo

AI Max e campagne Search per il travel: cosa cambia per gli hotel nel 2026

In breve: il 30 aprile 2026 Google ha annunciato che gli annunci per hotel e gli altri formati travel confluiranno nelle normali campagne Search, gestite con AI Max. Per un hotel indipendente è un’opportunità, ma solo se si mantengono i controlli giusti: termini di ricerca, pagine di destinazione e brand. Attivarlo “a scatola chiusa” rischia di spendere budget su ricerche che non portano prenotazioni.

In questo articolo vediamo cosa cambia, quali impostazioni controllare e come testare AI Max senza mettere a rischio le prenotazioni della prossima stagione.

Cosa ha annunciato Google

Fino a oggi chi pubblicizza un hotel su Google lavorava con più tipi di campagna separati: le campagne Search per le parole chiave, le campagne Hotel per i prezzi mostrati su Google Hotels e Maps, e spesso una Performance Max. Ognuna con impostazioni, report e budget propri.

Con le campagne Search per il travel Google riunisce tutto in un unico contenitore: i feed di viaggio (prezzi e disponibilità) e i formati dedicati convivono con i normali annunci di testo nella stessa campagna Search. Secondo l’annuncio ufficiale di Google, i vantaggi sono un unico punto di acquisto, ottimizzazioni in tempo reale basate su feed e AI Max, e report unificati.

Due precisazioni importanti:

  • Non è ancora per tutti. Il rilascio è partito come beta chiusa e, come riporta Search Engine Journal, può richiedere settimane o mesi prima di arrivare nel tuo account.
  • Non ci sono ancora date di migrazione obbligatoria per le campagne Hotel esistenti (PPC Land). C’è il tempo per prepararsi, non per rimandare.

Cos’è AI Max, in parole semplici

AI Max è un insieme di funzioni che si attivano dentro una campagna Search. Secondo la guida di Google Ads sono tre:

  1. Corrispondenza dei termini di ricerca: Google mostra i tuoi annunci anche per ricerche che non corrispondono alle tue parole chiave, partendo dai contenuti del sito e degli annunci. Di fatto va oltre la corrispondenza generica.
  2. Personalizzazione del testo: titoli e descrizioni vengono riscritti automaticamente per adattarsi a ogni ricerca.
  3. Espansione dell’URL finale: Google sceglie la pagina del tuo sito che ritiene più adatta alla ricerca, anche diversa da quella che hai indicato.

Google dichiara che gli inserzionisti che attivano AI Max vedono in media il 14% di conversioni in più a un costo per acquisizione simile (dati interni Google 2025, inserzionisti non retail). È un dato medio fornito da Google stesso: utile come riferimento, non come promessa per il tuo hotel.

Perché un hotel indipendente deve andarci cauto

Le funzioni automatiche lavorano bene quando hanno molti dati e un sito con tante pagine ben distinte. Un hotel indipendente di solito ha l’opposto: pochi dati di conversione, un sito piccolo e un nome che si confonde facilmente con altre strutture o con le OTA.

Un’analisi pubblicata su Hospitality Net a luglio 2026 segnala tre rischi concreti:

  • Ricerche irrilevanti: la corrispondenza allargata può attivare gli annunci su ricerche generiche come “hotel” o sul nome di catene e numeri di prenotazione di altri.
  • Pagine di destinazione sbagliate: l’espansione dell’URL può mandare l’utente su una pagina poco utile, per esempio il blog o la pagina lavora con noi, invece che sulla pagina camere o sul booking engine.
  • Report poco trasparenti: parte dei risultati finisce in voci aggregate come “corrispondenze ampliate da AI”, difficili da analizzare.

C’è poi un requisito tecnico da non sottovalutare: secondo Google, le funzioni di AI Max richiedono strategie di Smart Bidding basate sulle conversioni. Se il tuo account non misura bene le prenotazioni del booking engine, l’algoritmo ottimizzerà verso i segnali sbagliati.

Le impostazioni da controllare prima di attivarlo

La buona notizia è che AI Max non è un interruttore unico. Si può regolare funzione per funzione, e alcune leve sono pensate proprio per chi vuole mantenere il controllo (fonte):

  • Esclusioni URL: escludi a livello di campagna le pagine che non devono mai ricevere traffico a pagamento (blog, privacy, lavora con noi, pagine in lingue non target).
  • Inclusioni URL: a livello di gruppo di annunci indichi le pagine su cui vuoi portare le persone, come camere, offerte o pacchetti.
  • Esclusioni brand: impedisci che gli annunci compaiano per ricerche legate a brand che non ti interessano, per esempio altre strutture o le OTA.
  • Località di interesse: a livello di gruppo di annunci puoi puntare su chi cerca la tua destinazione, anche nelle corrispondenze senza parole chiave.
  • Parole chiave negative: restano valide anche con AI Max attivo. Una lista di negative ben fatta è la prima difesa.
  • Personalizzazione del testo: se hai vincoli di tono o di prezzo, puoi spegnerla. Ricorda che spegnerla disattiva anche l’espansione dell’URL finale.

Anche il report dei termini di ricerca è cambiato: ora c’è un tipo di corrispondenza “AI Max” e una colonna che indica da dove arriva la corrispondenza. Nel report delle pagine di destinazione, la colonna “Selezionato da” mostra quali pagine ha scelto l’algoritmo. Sono i due report da aprire ogni settimana.

Come testarlo senza rischiare il budget

Il modo più sicuro è un test controllato, non un’attivazione su tutto l’account:

  1. Verifica il tracciamento. Prima di tutto, le prenotazioni del booking engine devono arrivare come conversioni in Google Ads, con il valore della prenotazione.
  2. Parti da una campagna non-brand. La campagna sul nome dell’hotel funziona già bene con le parole chiave esatte: non è lì che AI Max può aggiungere valore.
  3. Usa un esperimento. Con gli esperimenti di Google Ads dividi il traffico tra la versione attuale e quella con AI Max, per almeno 4–6 settimane.
  4. Imposta subito le esclusioni di URL e brand viste sopra, prima che il test parta.
  5. Confronta il costo per prenotazione e il valore generato, non i clic. Più traffico a costo per prenotazione più alto non è un miglioramento.

E le campagne Hotel attuali?

Finché la migrazione non arriva nel tuo account, le campagne Hotel continuano a funzionare. Usa questo tempo per sistemare le basi che serviranno comunque:

  • il feed dei prezzi in Hotel Center deve essere corretto e allineato al sito ufficiale;
  • la parità tariffaria con le OTA va monitorata, perché su Google il confronto è immediato;
  • il tracciamento delle conversioni deve essere affidabile (vedi sopra).

Se hai dubbi su quale tipo di campagna usare oggi, trovi un confronto in vantaggi delle campagne Google Ads per hotel e in Performance Max: quando e come usarla.

Domande frequenti

AI Max è obbligatorio?

No. Nelle nuove campagne Search è attivo di default, ma si può disattivare o regolare funzione per funzione dalle impostazioni della campagna.

AI Max sostituisce le parole chiave?

No, le affianca. Le parole chiave a corrispondenza esatta continuano ad avere la priorità, e le negative restano valide.

Quando arriveranno le campagne Search per il travel nel mio account?

Google non ha dato una data: il rilascio è graduale e partito in beta chiusa ad aprile 2026. Conviene preparare feed, tracciamento e struttura dell’account ora, per essere pronti quando arriva.

Vuoi capire se AI Max ha senso per il tuo hotel, o come impostare il test? Scopri come lavoro sulle campagne Google Ads per hotel oppure scrivimi su WhatsApp: ti rispondo io e l’audit iniziale è gratuito.

F
Marco Fulghesu

Consulente Google Ads e web marketing per hotel. Aiuto le strutture ricettive a ridurre la dipendenza dalle OTA e a vendere più camere dirette. Scopri come lavoro

Preferisci che ci pensi io?

Ti preparo un audit gratuito del tuo account e ti dico dove stai perdendo prenotazioni.