In breve: il Google Business Profile è la vera vetrina del tuo hotel: nome, foto, recensioni e prezzo vengono letti lì, prima che l’utente arrivi sul tuo sito. Per una struttura ricettiva però le regole sono diverse da quelle di un negozio: gli orari di apertura non si modificano (per Google un hotel è sempre aperto), la classe a stelle la assegna Google, gli attributi non si caricano da foglio di calcolo e dal 30 luglio 2025 le tariffe non si inseriscono più a mano. Qui sotto trovi la checklist completa, campo per campo.
In questo articolo vediamo come mettere in ordine il profilo passo per passo: categoria corretta, dettagli della struttura, limiti tecnici di foto e video, tariffe e link di prenotazione gratuiti dopo la chiusura delle tariffe self-service, recensioni senza violare le policy e con quale frequenza rifare il controllo.
Perché il profilo di un hotel non è una scheda come le altre
Google tratta le strutture ricettive in modo particolare. Nella guida ufficiale sui dettagli dell’hotel ci sono quattro differenze che pesano ogni giorno:
- L’orario di apertura non è modificabile: per Google gli hotel risultano sempre aperti. Non cercare il campo, non c’è.
- La classe dell’hotel la assegna Google. Se è sbagliata o manca, l’unica strada è l’assistenza: dalla dashboard non la correggi.
- Prezzi e link di prenotazione non arrivano dal profilo, ma da Google Hotel Ads e dai link di prenotazione gratuiti: un canale a parte.
- Gli attributi non si aggiornano caricando fogli di lavoro: è un problema noto dichiarato da Google. Servono la dashboard o l’API.
Tradotto: metà del lavoro si fa dentro il profilo, l’altra metà altrove. E controlla sempre come la scheda appare davvero in Ricerca e su Maps: diversi errori dal backend non si vedono.
Passo 1 — Rivendica, verifica e scegli la categoria giusta
Senza verifica non gestisci nulla: è il requisito per modificare le informazioni dell’hotel, come spiega la guida per iniziare. Se la struttura è già su Maps non creare un doppione: rivendica il profilo esistente.
Poi la categoria, la scelta più sottovalutata. Google divide le strutture in tre famiglie — hotel, case vacanza e alloggi all’aperto — e per capire dove rientri fa tre domande: c’è una reception o una gestione in loco, accetti ospiti per la notte, struttura e indirizzo sono visibili pubblicamente? Sì a tutte e tre significa hotel o categoria affine (motel, ostello, resort, aparthotel, locanda, bed and breakfast, agriturismo). Attenzione al dettaglio che Google mette nero su bianco: il nome commerciale non determina la categoria, quindi un “Hotel Qualcosa” può risultare bed and breakfast. Se sbagli famiglia cambia tutto: layout della scheda e attributi disponibili.
Checklist dei dati di base
- Nome come sull’insegna, senza città o keyword aggiunte.
- Indirizzo coerente con sito e OTA, pin sull’ingresso reale.
- Telefono che risponde in reception, non un centralino esterno.
- Sito web che punta alla home o alla prenotazione diretta, mai a una OTA.
- Categoria principale corretta, più eventuali secondarie solo se il servizio esiste.
Passo 2 — Compila i dettagli hotel fino in fondo
Da “Modifica profilo” → “Dettagli hotel” gestisci comfort e caratteristiche: è la sezione che alimenta i filtri con cui le persone scremano le strutture. Compilala tutta, anche le voci ovvie, e tienila allineata alla realtà. I “punti in evidenza” — le icone accanto ai servizi, tipo Wi-Fi gratuito, parcheggio, animali ammessi — non sono garantiti per ogni hotel e, se sbagliati, vanno segnalati all’assistenza. Nella stessa area puoi dichiarare le pratiche di sostenibilità.
Una cosa che quasi nessuno fa: ristorante, spa o negozi dentro l’hotel, se accessibili anche ai non ospiti, possono avere un profilo separato con una relazione “si trova in” da impostare tramite l’assistenza. Per un hotel con ristorante aperto al pubblico è traffico che oggi stai regalando.
Passo 3 — Tariffe e link di prenotazione gratuiti
Qui c’è la novità che molte strutture non hanno ancora recepito. Google ha chiuso le tariffe self-service: dal 30 luglio 2025 non puoi più inserire prezzi a mano e, per continuare a mostrarli, serve un partner collegato — il booking engine o un sistema di prenotazione centralizzato. Se la tua scheda oggi mostra solo prezzi delle OTA, molto probabilmente il motivo è questo.
Le condizioni sono tassative: la pagina di destinazione deve essere del tuo sito (non un social, non Booking.com o Expedia) e i prezzi devono comprendere tutte le tasse e commissioni necessarie per prenotare. Utili anche le tempistiche: tariffe e disponibilità possono richiedere fino a un’ora per comparire, un cambio di URL della pagina di prenotazione diventa visibile entro 5 giorni lavorativi. Puoi impostare anche un soggiorno minimo (da 1 a 30 notti, una limitazione alla volta) e uno sconto per soggiorni lunghi, di cui si applica solo il più alto.
Su quanto vale questo canale e come si incastra con le campagne a pagamento ne ho scritto qui: Google Hotel Ads e link di prenotazione gratuiti.
Passo 4 — Foto e video, entro i limiti di Google
Le immagini sono il primo motivo per cui un utente apre o scorre via la tua scheda, e hanno requisiti tecnici precisi:
- Foto: JPG o PNG, peso tra 10 kB e 5 MB, risoluzione minima 250×250 px, consigliata 720×720 px.
- Video: fino a 30 secondi, massimo 75 MB, risoluzione 720p o superiore.
Copri almeno facciata, reception, ogni tipologia di camera, bagno, colazione, piscina o spiaggia, spazi comuni e parcheggio: una camera senza foto, in pratica, non la stai vendendo. Due accortezze dalla guida pubblicata su Hospitality Net nel settembre 2025: la foto principale la scegli non tu ma Google, in base a qualità, visualizzazioni e pertinenza, quindi puoi solo suggerirla caricando con costanza; e dopo una ristrutturazione chiedi la rimozione delle foto obsolete caricate dagli utenti.
Passo 5 — Recensioni: cosa puoi fare e cosa ti costa caro
Chiedere recensioni è legittimo: Google stesso suggerisce di ricordarlo ai clienti con un link o un codice QR. Quello che è severamente vietato è offrire incentivi — sconti, upgrade, servizi gratuiti — in cambio della pubblicazione, modifica o rimozione di una recensione: rientra nel coinvolgimento fasullo, come specifica la guida su come ottenere più recensioni. Il “lascia 5 stelle e ti offriamo il caffè” è un rischio inutile.
Sul resto la routine è semplice: rispondi a tutte, positive comprese, con risposte brevi e non copiate; sulle negative scrivi una volta sola e sposta la conversazione su un canale privato. Se una recensione viola le policy — insulti, contenuti non pertinenti, persone che non sono mai state ospiti — si segnala come non conforme, senza illudersi: la rimozione non è automatica.
Passo 6 — Post, domande e risposte, manutenzione
I post esistono in tre tipi: aggiornamenti, offerte ed eventi. Tieni presente che i post pubblicati da più di 6 mesi vengono archiviati se non imposti un intervallo di date. Per le strutture ricettive c’è un limite in più: secondo Search Engine Land gli hotel possono usare i post per informare gli ospiti — lavori, nuovi servizi, eventi interni — ma non per promozioni e sconti, per non confondere i prezzi organici con quelli dei partner. Prima di costruire un piano editoriale di offerte, verifica cosa la tua dashboard ti permette di pubblicare.
Presidia anche le domande e risposte: puoi porre tu la prima domanda e rispondere, mettendo in chiaro check-in e check-out, politica animali, parcheggio e navetta — le domande che la reception riceve dieci volte al giorno.
Ogni quanto rifare il controllo
- Ogni giorno: recensioni e domande nuove.
- Ogni mese: nuove foto e un post di aggiornamento.
- Ogni trimestre o semestre: audit completo di nome, indirizzo, pin, categoria, attributi e link di prenotazione.
- A ogni cambio stagione: attributi dei servizi stagionali e coerenza con quello che è davvero aperto.
Il profilo rende di più se il sito gli dà ragione: stessi dati, stessi servizi, stesse foto. Se su quel fronte sei indietro, parti da SEO per hotel.
Domande frequenti
Perché non riesco a modificare gli orari del mio hotel su Google?
Perché non si può: Google considera gli hotel sempre aperti e il campo non è modificabile. Gli orari che puoi comunicare sono quelli dei servizi — check-in, check-out, colazione, ristorante — tramite i dettagli della struttura, le domande e risposte e il tuo sito.
Perché sulla mia scheda compaiono i prezzi delle OTA e non i miei?
Nella maggior parte dei casi perché non hai un canale attivo per le tariffe. Dal 30 luglio 2025 le tariffe self-service non sono più disponibili: per mostrare i tuoi prezzi serve un partner collegato, cioè il booking engine o un sistema di prenotazione centralizzato. Finché quel collegamento manca, lo spazio lo occupano gli intermediari.
Posso offrire uno sconto a chi mi lascia una recensione?
No. Offrire prodotti o servizi gratuiti o scontati in cambio di una recensione è vietato da Google e rientra nel coinvolgimento fasullo. Puoi chiedere la recensione, anche con un link o un QR code in camera e alla partenza, ma senza nulla in cambio.
Se vuoi che qualcuno guardi la scheda del tuo hotel con occhi esterni — categoria, attributi, foto, tariffe collegate, recensioni — puoi partire dalla consulenza di web marketing per hotel o dalla consulenza Google Ads per hotel a Rimini, oppure scrivimi su WhatsApp: ti rispondo io e l’audit iniziale è gratuito.